Archivio mensile:novembre 2012

Panone per Natale

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Proprio ieri mi sono arrivate mail di utenti che seguono la nostra pagina su Facebook, richiedendomi la ricetta del Panone…un dolce squisito che noi del campeggio, solitamente prepariamo sotto le vacanze natalizie per i nostri clienti. Ed eccola qui! Sinceramente ci vuole tempo e pazienza perchè la preparazione non è molto semplice, soprattutto per il reperimento degli ingredienti, ma vi assicuro, almeno una volta nella vita va assaggiato!! Per cui, per agevolarvi il lavoro, nella spiegazione della Preparazione del dolce, ho diviso le diverse fasi per rendervi il tutto più facile!! Buon lavoro!!

INGREDIENTI

  • 750 g di farina
  • 150 g di mandorle una parte tritata ed un pò intere
  • 150 g di cedro candito a cubetti
  • 150 g di macedonia candita
  • 50 g di pinoli
  • 50 g di cacao in polvere
  • 50 g di cioccolata fondente a pezzetti
  • 100 g di uvetta sultanina
  • 100 g di noci pulite
  • 300 g  di marmellata
  • 100 g di zucchero a velo vanigliato
  • 100 g di burro
  • 200 g di zucchero semolato
  • 200 g di fichi secchi
  • 1 bustina ed 1/2 di lievito in polvere
  • 2 uova intere
  • 1 bicchiere di vino bianco
  • latte q.b.
  • canditi a piacere

Per la decorazione

  • brandy all’arancio
  • miele da pennellare
  • la scorza gratuggiata di un limone

PREPARAZIONE

  • In una ciotola, mettere tutta la farina, la scorza del limone, aggiungere le mandorle tritate e la frutta canditata;
  • Aggiungere il cacao in polvere e lo zucchero  a velo vanigliato;
  • Mischiare il tutto ed aggiungere i pinoli, il cedro candito, noci, uvette, cioccolati a pezzi;
  • Tagliare i fichi secchi ed aggiungerli alla ciotola;
  • Continuare a mischiare ed aggiungere il burro;
  • Amalgamare il tutto a mano;
  • Aggiungere le due uova intere e mischiare ancora tutto a mano;
  • Aggiungere il vino;
  • Stemperare il lievito a parte in un’altra ciotola con l’acqua;
  • Aggiungere il lievito e poi anche il latte un pò per volta;
  • Far riposare nello stampo per una notte
  • Prima di infornare aggiungere i candidi per decorare;
  • Cuocere a 160°C per 30-40 minuti;
  • Scaldare in un pentolino il brandy con il miele;
  • Pennellare il panone con il brandy con miele

 

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Gnocchi di patate alla boscaiola

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Per 4 persone:

Ingredienti:

Per la pasta:

300 gr. di Farina

1000 gr. di Patate

1 Uovo

Sale q.b.

Per il sugo:

1 cipolla

2 salsicce

100g di speck

200g di funghi freschi

erba cotta (spinaci)

sale e pepe q.b

 

Preparazione degli gnocchi:
Lessate le patate in abbondante acqua salata, sbucciatele e schiacciatele nel passapatate.
Aggiungete la farina setacciandola, un pizzico di sale e l’uovo. Impastate bene con le mani fino ad ottenere un composto omogeneo.
Create dei filoncini, tagliateli a fettine e con il pollice dategli la caratteristica forma dello gnocco e riponeteli su un vassoio infarinato per evitare che si attacchino tra di loro

Cottura:
Immergete gli gnocchi un po’ alla volta in abbondante acqua salata, e scolateli con una schiumarola man mano che risalgono in superficie.

Preparazione del sugo:

In una pentola antiaderente, fate soffriggere la cipolla nell’olio, aggiungete le salsicce e lo speck. Quando la carne è a metà cottura, aggiungete i funghi e successivamente l’erba cotta (A scelta potete aggiungere anche alcuni pendolini). Condite con sale e pepe. Fate cuocere per almeno 30 minuti a fuoco basso.

Appena gli gnocchi sono cotti, passarli nella padella con il sugo e farli saltare per 3 minuti circa.

 

Delizia al cioccolato

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Sabato pomeriggio. Nebbia, freddo e i pinguini che girano per la città! Cosa fare??? Sfogliando alcuni libri di ricette, mi sono imbattuta su di una delizia meravigliosa, così, sono andata a fare la spesa comprando tutti gli ingredienti necessari…Dopo avervi postato la ricetta, proverò a farla…e se anche voi decidete di provarla, fatemi sapere come sarà il risultato!! 🙂

Ingredienti:
200 gr. biscotti secchi
100 gr. burro
200 gr. ricotta
200 gr. panna fresca
150 gr. cioccolato fondente
50 gr. cioccolato al latte
3 uova
50 gr. farina bianca
50 gr. zucchero
zucchero a velo q.b.
Procedimento:
Tritare i biscotti nel mixer poi lavorarli con il burro a temperatura ambiente. Distribuire il composto in una tortiera di circa 24 cm di diametro e comprimere bene l’impasto. Fare fondere a bagnomaria il cioccolato, poi unirlo alla ricotta, mescolando con delicatezza. Aggiungere la panna, i tuorli, la farina e lo zucchero. Montare gli albumi e incorporarli alla crema di ricotta. Versare la crema nella tortiera, sulla base di biscotti, e fare cuocere in forno già caldo a 170 gradi per 45 minuti. Lasciare raffreddare completamente prima a temperatura ambiente e poi in frigo per un’oretta. Una volta tirata fuori dal frigo spolverizzare di zucchero a velo.
Et voilà! “Pancia mia fatti capanna!!!”

Fusilli con i broccoli

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Se avete poco tempo di cucinare, ma non volete rinunciare alla genuinità dei piatti, ecco a voi una ricetta dalla facile realizzazione e dagli alti valori nutrizionali!

Ingredienti (per 2 persone):

  • 1 o 2 broccoli
  • 200 g. di fusilli
  • 1 o 2 spicchi di aglio
  • 6 acciughe sotto sale o 12 filetti di acciughe sott’olio
  • parmigiano reggiano o pecorino di media stagionatura q.b.
  • olio d’oliva extra vergine q.b.
  • sale q.b.

Procedimento:

Pulite i broccoli e riduceteli in cimette piccoline, eliminando il “torsolo”, mentre potete lasciare le foglioline più piccole e tenere.  Lavateli. Mettete i broccoli in un contenitore adatto al microonde, copriteli e cuoceteli a potenza massima per 3 o 4 minuti, poi fate riposare due minuti e controllate; se necessario continuate la cottura, ma attenzione i broccoli devono rimanere “croccanti” e non disfarsi o perdere il loro bel colore. Alternativamente potete cuocere i broccoli al vapore, sempre lasciandoli molto croccanti. Dissalate e diliscate le acciughe salate; nelle foto abbiamo usate dei filetti di acciughe. Riducete i filetti di acciuga a pezzettini. Sbucciate gli spicchi d’aglio, schiacciateli o tagliateli a metà; gettateli in una capace padella con dell’olio d’oliva, poi metteteli sul fuoco minimo e fate scaldare l’olio, spegnete e lasciate riposare, ripetete a piacere il ciclo di riscaldamento un’altra volta. In questo modo l’olio si aromatizzerà delicatamente, senza correre il rischio di bruciare l’aglio e senza friggere alcunché. Cuocete la pasta in abbondante acqua non eccessivamente salata; A piacere eliminate l’aglio dalla padella. Gettatevi i broccoli e fateli saltare un minuto, unendo anche i filetti di acciuga. Cospargete i fusilli con scaglie di parmigiano o pecorino. SERVIRE SUBITISSIMO!! 🙂

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In questi giorni, in cui freddo e pioggia sono i protagonisti dei pomeriggi, parlando con una nostra cliente svizzera, su piatti  e prodotti e tipici, è venuta fuora la parola magica “Fonduta”… Curiosa di assaggiarla e di scoprire i segreti della ricetta, la cliente si è offerta di insegnarmi a preparare questa golosità…Ci vorrà pratica, tempo e tanta, tanta pazienza, ma vi garantiamo che il risultato è ottimo!! Grazie Astrid!!

Ingredienti (dosi per 4 persone):

  • 250 gr di formaggio Raclette grattugiato
  • 375 gr di formaggio Gruyere grattugiato
  • 375 gr di formaggio Sbrinz grattugiato
  • 10 g di aglio fresco
  • 1 cucchiaino di succo di limone
  • Pepe bianco
  • Noce moscata grattugiata
  • 500 ml di vino bianco
  • 40 ml di kirsch
  • 12,5 gr di amido di mais (maizena)
  • 600 gr di pane bianco tagliato a quadrotti

Procedimento:

Sbuccia l’aglio e strofina con questo il fondo del caquelon, poi tritalo finemente. Versa il vino, l’aglio tritato, il succo di limone, il pepe e la noce moscata nel caquelon.Aggiungi i tre tipi di formaggio (Raclette, Gruyere e Sbrinz) mescolando vigorosamente, e portali ad ebollizione. Succesivamente sciogli l’amido di mais nel kirsch e aggiungi il tutto ai formaggi fusi, mescolando continuamente.Porta di nuovo brevemente a ebollizione e servi subito portando direttamente in tavola il caquelon.Regola la fiamma sotto al caquelon in modo da mantenere la fonduta calda.Intingi ogni quadrotto di pane nella fonduta svizzera con l’aiuto delle forchette apposite, e degustane la fragranza ed il sapore.

Come ognuno di noi ben sa, ogni ricetta, ha i suoi segreti più intimi. La nostra amica Astrid è stata gentilissima e mi ha dato dei buoni consigli per la riuscita ottimale di questo piatto:

  • Consiglio di usare del pane leggermente raffermo, in modo da risultare meno pesante di quello fresco, generalmente più umido. Inoltre, se si utilizza un caquelon in terra cotta e si vuole evitare il rischio di bruciare il formaggio sul fondo, si può porre un disco d’alluminio tra la fonte di calore e il caquelon stesso. C’è comunque da dire che sono molti gli appassionati a cui piace grattare la crosta di formaggio eventualmente formato sul fondo del caquelon.

    Buon appetito!! 🙂

Urbino… “Città Ideale”

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Urbino, un comune italiano di circa 15 mila abitanti, è capoluogo con Pesaro della provincia di Pesaro e Urbino nelle Marche. Fu uno dei centri più importanti del Rinascimento italiano, di cui ancora oggi conserva appieno l’eredità architettonica e dal 1998 il suo centro storico è patrimonio dell’umanità UNESCO. Il territorio comunale si estende prevalentemente in area collinare, sulle ultime propaggini dell’Appennino settentrionale, Appennino tosco-romagnolo, nella zona meridionale del Montefeltro.

 

 

L’esponente più famoso dei Montefeltro fu Federico, signore di Urbino dal 1444 al 1482, condottiero di successo, diplomatico abilissimo e patrono entusiasta di arti e letteratura. Nel 1444 prese il potere come figlio naturale di Guidantonio, dopo la congiura e l’assassinio del legittimo Oddantonio, inviso per la “smodata lussuria” e l’eccessivo fiscalismo esercitato durante i suoi diciassette mesi di governo.

 

 

Nel XX secolo, la città vide la piena fioritura dell’attività artistica della Scuola del Libro (Istituto per la Decorazione e l’Illustrazione del Libro) che espresse notevoli talenti in ambito nazionale e internazionale. Oltre al grande sviluppo conosciuto dalla Scuola del Libro, in questo periodo si assiste alla crescita dell’ateneo cittadino, con l’elevazione a facoltà universitaria della ottocentesca Scuola di Farmacia e alla nascita della Facoltà di Magistero (1934 ca); conseguente all’evoluzione dell’Università si ha un incremento della popolazione studentesca.

Principali Monumenti e luoghi d’interesse

Il Palazzo Ducale 

« Federico edificò un palazzo, secondo la opinione di molti, il più bello che in tutta Italia si ritrovi; e d’ogni opportuna cosa sì ben lo fornì, che non un palazzo, ma una città in forma di palazzo esser pareva. »
(Baldassarre Castiglione, Il Cortegiano, I, 2)

Molto conosciuto e visitato, è uno dei più interessanti esempi architettonici ed artistici dell’intero Rinascimento italiano Il palazzo è sede della Galleria nazionale delle Marche, ed è caratteristico per i torricini che ne delimitano la parte posteriore.

Casa di Raffaello Sanzio

La casa in cui nacque Raffaello, nel 1483, venne costruita nel XIV secolo e dal 1460 vi visse Giovanni Santi, padre del celebre pittore, a sua volta pittore professionista ed anche poeta.

Il Duomo

Il Duomo di Urbino è la chiesa principale della città. Si è mantenuta della grandezza simile alla precedente cattedrale rinascimentale, demolita dal terremoto del 1789, e ricostruita in gusto neoclassico; misura in lunghezza 64,5 m, in larghezza 36,8 m e in altezza 50 m. È dedicata a santa Maria Assunta.

L’ex Monastero di Santa Chiara

Si tratta di uno dei monumenti più importanti della città. Una prima struttura venne eretta in quel sito verso il 1420 per ospitare il Conservatorio delle Donne Vedove; nel 1456 ricevette la regola dell’osservanza di Santa Chiara da Papa Callisto III per intercessione del duca Federico III da Montefeltro. Nel 1457 vi si ritirò in clausura la prima moglie del duca Federico III, Gentile Brancaleoni, e nel 1472 vi fu sepolta la seconda moglie del duca, Battista Sforza, per espressa volontà della defunta. Molti anni più tardi, nel  1904 quando vi fu istituito l’Ospedale Civile; questa destinazione portò a profonde trasformazioni degli ambienti interni, con gravi demolizioni come la cancellazione delle decorazioni secentesche nella chiesa, adibita a vestibolo dell’ospedale. Negli anni settanta l’ospedale venne trasferito in un nuovo fabbricato, nella periferia della città, e l’ex-monastero divenne sede dell’Istituto Superiore per le Industrie Artistiche (ISIA), che portò ad un primo recupero della struttura.

Il Monumento a Raffaello

Realizzato dallo scultore Luigi Belli alla fine del XIX secolo. Inizialmente collocato in piazza Duca Federico, all’ingresso principale del Palazzo Ducale, fu trasferito nel 1947 in cima a via Raffaello, dove si trova tuttora.

Il Mausoleo dei Duchi

Questa chiesa è anche detta di San Bernardino e fa parte di un complesso conventuale a cui è annesso il cimitero cittadino. Situata poco fuori della cinta muraria della città, venne realizzata, probabilmente, da Francesco di Giorgio Martini nella seconda metà del XV secolo per volere del duca Federico III da Montefeltro, per ospitare la propria tomba e quelle dei suoi successori.
 La Data e la Rampa elicoidale
                           
La Data (o Stalle Ducali) poteva contenere fino a 300 cavalli e assieme alla vicina Rampa elicoidale è opera dell’architetto Francesco di Giorgio Martini; volute entrambe dal duca Federico III da Montefeltro nella seconda metà del XV secolo, come parti collegate al complesso del nascente Palazzo Ducale. La Rampa Elicoidale è un’imponente struttura architettonica che si erge sul lato nord della Data. La sua funzione era quella di garantire il passaggio, al Duca e alla sua corte, dal Palazzo alle Stalle Ducali e viceversa.

Il Teatro Sanzio 

Venne eretto sulla parte superiore del torrione, nel quale vi è la Rampa elicoidale, denominato dell’Abbondanza per la vicinanza con l’Orto dell’Abbondanza. La costruzione del Teatro Sanzio iniziò nel 1845 e si protrasse fino al 1853 quando il teatro fu inaugurato. Per l’inaugurazione venne rappresentato “Il trovatore” di G. Verdi con la partecipazione di artisti famosi.

Cucina e piatti tipici

Prodotto gastronomico tipico della zona è la casciotta d’Urbino, antica varietà di formaggio che vanta l’inserimento del prodotto nell’Atlante dei prodotti tipici e la denominazione di origine, nonché il riconoscimento della DOP (Denominazione di origine protetta) da parte della Comunità Europea. Un’altra specialità tipica è la crescia sfogliata di Urbino, specie di piadina dalla quale però si differenzia perché arricchita con strutto. Altra specialità, propria delle festività pasquali, è la crescia di Pasqua, prodotto da forno che ricorda per la forma il panettone, ma è salata, con la presenza di formaggio e un po’ di pepe; esiste anche nella versione dolce, con canditi ed uvetta sultanina.