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Le meraviglie di Urbino e di altre città limitrofe, per avere una “guida turistica” delle bellezze del territorio

Urbania, l’antica CASTELDURANTE…

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ImmagineUrbania è un comune della provincia di Pesaro e Urbino di circa 7000 abitanti. Conosciuta, fino al 1636 con il nome di Casteldurante, cambiò con l’attuale denominazione in onore di Papa Urbano VIII. E’ tra le città decorate al valor militare per la guerra di liberazione, ed è stata insignita dalla medaglia di Bronzo al valor militare per il contributo dato alla Resistenza ed il tragico bombardamento subito il 23 gennaio 1944 da parte delle forze alleate, che provocò devastazioni e 248 vittime. Per tale motivo Urbania è stata riconosciuta Città martire della Provincia di Pesaro e Urbino.

ImmagineAl giorno d’oggi la città, pur molto piccola, è un centro turistico, visitata per il Palazzo Ducale (ora sede di un museo e di una biblioteca), per le numerose chiese (fra cui la chiesa dei Morti, che conserva numerose mummie naturali di persone morte nel Medioevo e nel Rinascimento), per le antiche mura (dotate di una passeggiata da cui si può vedere il fiume Metauro che circonda la città , per le stradine medievali, per la produzione di ceramiche (le famose ceramiche di Casteldurante).

Tra i monumenti e i luoghi idi interesse, Di particolare interesse storico-artistico è il Duomo di Urbania (IX- XVIII secolo), dedicato a San Cristoforo martire ed edificato sulle fondamenta dell’antica abbazia di San Cristoforo del Ponte risalente all’ VIII secolo. La chiesa dei Morti, già cappella Cola fondata nel 1380, ornata da un bel portale gotico, conserva al suo interno il cimitero delle Mummie, noto per il curioso fenomeno della mummificazione naturale, dovuta a una particolare muffa che ha essiccato i cadaveri succhiandone gli umori.

Infine, Urbania è conosciuta come la città della Befana: settemila abitanti, più di 1.000 calze cucite a mano piene di leccornie, oltre 300 Befane per le vie della città, davanti a migliaia di bambini provenienti da tutta Italia per conoscere la dolce vecchina. Tra una passeggiata lungo il Viale dei Balocchi e un giretto in Piazza del Cioccolato, nei primi giorni di gennaio, di ogni anno, si può incontrare la “nonnina di tutti”, assistendo alle sue magie: dai voli acrobatici ai giochi di luce. Camminando per i vicoli della città, tra i colori delle centinaia di calze appese ad ogni angolo della città, è possibile scoprire la storia e l’arte di Urbania, gustando dolci e prelibatezze locali, assisterete agli spettacoli, ballando con le Befane.

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Urbino… “Città Ideale”

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Urbino, un comune italiano di circa 15 mila abitanti, è capoluogo con Pesaro della provincia di Pesaro e Urbino nelle Marche. Fu uno dei centri più importanti del Rinascimento italiano, di cui ancora oggi conserva appieno l’eredità architettonica e dal 1998 il suo centro storico è patrimonio dell’umanità UNESCO. Il territorio comunale si estende prevalentemente in area collinare, sulle ultime propaggini dell’Appennino settentrionale, Appennino tosco-romagnolo, nella zona meridionale del Montefeltro.

 

 

L’esponente più famoso dei Montefeltro fu Federico, signore di Urbino dal 1444 al 1482, condottiero di successo, diplomatico abilissimo e patrono entusiasta di arti e letteratura. Nel 1444 prese il potere come figlio naturale di Guidantonio, dopo la congiura e l’assassinio del legittimo Oddantonio, inviso per la “smodata lussuria” e l’eccessivo fiscalismo esercitato durante i suoi diciassette mesi di governo.

 

 

Nel XX secolo, la città vide la piena fioritura dell’attività artistica della Scuola del Libro (Istituto per la Decorazione e l’Illustrazione del Libro) che espresse notevoli talenti in ambito nazionale e internazionale. Oltre al grande sviluppo conosciuto dalla Scuola del Libro, in questo periodo si assiste alla crescita dell’ateneo cittadino, con l’elevazione a facoltà universitaria della ottocentesca Scuola di Farmacia e alla nascita della Facoltà di Magistero (1934 ca); conseguente all’evoluzione dell’Università si ha un incremento della popolazione studentesca.

Principali Monumenti e luoghi d’interesse

Il Palazzo Ducale 

« Federico edificò un palazzo, secondo la opinione di molti, il più bello che in tutta Italia si ritrovi; e d’ogni opportuna cosa sì ben lo fornì, che non un palazzo, ma una città in forma di palazzo esser pareva. »
(Baldassarre Castiglione, Il Cortegiano, I, 2)

Molto conosciuto e visitato, è uno dei più interessanti esempi architettonici ed artistici dell’intero Rinascimento italiano Il palazzo è sede della Galleria nazionale delle Marche, ed è caratteristico per i torricini che ne delimitano la parte posteriore.

Casa di Raffaello Sanzio

La casa in cui nacque Raffaello, nel 1483, venne costruita nel XIV secolo e dal 1460 vi visse Giovanni Santi, padre del celebre pittore, a sua volta pittore professionista ed anche poeta.

Il Duomo

Il Duomo di Urbino è la chiesa principale della città. Si è mantenuta della grandezza simile alla precedente cattedrale rinascimentale, demolita dal terremoto del 1789, e ricostruita in gusto neoclassico; misura in lunghezza 64,5 m, in larghezza 36,8 m e in altezza 50 m. È dedicata a santa Maria Assunta.

L’ex Monastero di Santa Chiara

Si tratta di uno dei monumenti più importanti della città. Una prima struttura venne eretta in quel sito verso il 1420 per ospitare il Conservatorio delle Donne Vedove; nel 1456 ricevette la regola dell’osservanza di Santa Chiara da Papa Callisto III per intercessione del duca Federico III da Montefeltro. Nel 1457 vi si ritirò in clausura la prima moglie del duca Federico III, Gentile Brancaleoni, e nel 1472 vi fu sepolta la seconda moglie del duca, Battista Sforza, per espressa volontà della defunta. Molti anni più tardi, nel  1904 quando vi fu istituito l’Ospedale Civile; questa destinazione portò a profonde trasformazioni degli ambienti interni, con gravi demolizioni come la cancellazione delle decorazioni secentesche nella chiesa, adibita a vestibolo dell’ospedale. Negli anni settanta l’ospedale venne trasferito in un nuovo fabbricato, nella periferia della città, e l’ex-monastero divenne sede dell’Istituto Superiore per le Industrie Artistiche (ISIA), che portò ad un primo recupero della struttura.

Il Monumento a Raffaello

Realizzato dallo scultore Luigi Belli alla fine del XIX secolo. Inizialmente collocato in piazza Duca Federico, all’ingresso principale del Palazzo Ducale, fu trasferito nel 1947 in cima a via Raffaello, dove si trova tuttora.

Il Mausoleo dei Duchi

Questa chiesa è anche detta di San Bernardino e fa parte di un complesso conventuale a cui è annesso il cimitero cittadino. Situata poco fuori della cinta muraria della città, venne realizzata, probabilmente, da Francesco di Giorgio Martini nella seconda metà del XV secolo per volere del duca Federico III da Montefeltro, per ospitare la propria tomba e quelle dei suoi successori.
 La Data e la Rampa elicoidale
                           
La Data (o Stalle Ducali) poteva contenere fino a 300 cavalli e assieme alla vicina Rampa elicoidale è opera dell’architetto Francesco di Giorgio Martini; volute entrambe dal duca Federico III da Montefeltro nella seconda metà del XV secolo, come parti collegate al complesso del nascente Palazzo Ducale. La Rampa Elicoidale è un’imponente struttura architettonica che si erge sul lato nord della Data. La sua funzione era quella di garantire il passaggio, al Duca e alla sua corte, dal Palazzo alle Stalle Ducali e viceversa.

Il Teatro Sanzio 

Venne eretto sulla parte superiore del torrione, nel quale vi è la Rampa elicoidale, denominato dell’Abbondanza per la vicinanza con l’Orto dell’Abbondanza. La costruzione del Teatro Sanzio iniziò nel 1845 e si protrasse fino al 1853 quando il teatro fu inaugurato. Per l’inaugurazione venne rappresentato “Il trovatore” di G. Verdi con la partecipazione di artisti famosi.

Cucina e piatti tipici

Prodotto gastronomico tipico della zona è la casciotta d’Urbino, antica varietà di formaggio che vanta l’inserimento del prodotto nell’Atlante dei prodotti tipici e la denominazione di origine, nonché il riconoscimento della DOP (Denominazione di origine protetta) da parte della Comunità Europea. Un’altra specialità tipica è la crescia sfogliata di Urbino, specie di piadina dalla quale però si differenzia perché arricchita con strutto. Altra specialità, propria delle festività pasquali, è la crescia di Pasqua, prodotto da forno che ricorda per la forma il panettone, ma è salata, con la presenza di formaggio e un po’ di pepe; esiste anche nella versione dolce, con canditi ed uvetta sultanina.

S.Angelo in Vado

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Sant’Angelo in Vado è una delle cittadine più ricche di storia, arte e cultura della Provincia di Pesaro Urbino. Rappresenta la “capitale” del tartufo bianco pregiato. Si trova nel territorio dell’Alta Valle del Metauro, patria di pittori, musicisti, intagliatori ed architetti, presenta un nucleo abitativo più antico ancora facilmente decifrabile nel suo ben conservato centro storico e nei borghi medioevali al di là delle mura e dei “fossi” d’acqua del Metauro.

Gola del Furlo

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A pochi km da qui, più precisamente nei pressi di Acqualagna e Fossobrone si trovano le Gole Del Furlo, una riserva naturale bellissima dove il visitatore rimane incantato dalla bellezza di queste gole, dalla vegetazione e dalla suggestione che il luogo riesce a creare.La riserva naturale del Furlo è un paradiso verdeggiante, le rocce si intersecano attraversate dal fiume Candigliano, in queste zone di rara bellezza si possono ammirare animali protetti e rari come l’aquila reale, il picchio muraiolo, il gufo reale, daini e lupi.Se passate da queste parti consiglio vivamente di fare una sosta in questi luoghi bellissimi.Per gli amanti della buona cucina ricordo che Acqualagna e Fossombrone sono città ricche di tartufi, ottimi gustati su primi piatti, pizze e tante altre pietanze.
Per saperne di più: www.riservagoladelfurlo.it

Qui il video del percorso, da fare a piedi o con il proprio mezzo!

http://www.youtube.com/watch?v=bQ-qRgNT6pU                                                                                                                                             Lasciatevi suggestionare da questa bellezza naturale! =)

San Marino

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Nel cuore dell’Italia, al confine tra l’Emilia Romagna e le Marche, nasce la Repubblica di San Marino. E’ il terzo Paese più piccolo d’Europa, dietro soltanto a Monaco e alla Città del Vaticano. Si estende per  61,19 km², popolati da 32.404 abitanti. la lingua ufficiale è l’italiano.
Il monte Titano che con le sue tre “punte” rappresenta il simbolo del Paese, segna gli inizi dell’Appennino tosco-romagnolo e, con i suoi 749 metri sul livello del mare, è il punto più alto del Paese. La piccola Capitale, meta annuale di milioni di turisti, custodisce un ricco patrimonio storico, museale ed architettonico. Grazie ad un ampio assortimento di artigianato, souvenirs, boutiques, gioiellerie e centri commerciali, lo shopping è vario, divertente e a prezzi molto convenienti. Numerosi sono gli hotel, ristoranti e bar in punti panoramici o tipici del Centro Storico. Si possono seguire nel corso dell’anno numerose manifestazioni e cerimonie come l’insediamento dei nuovi Capitani o la Festa della Fondazione. A partire dal 2008, il centro storico di San Marino e il monte Titano fanno parte della lista di siti dichiarati Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO. Il centro di questa piccola Repubblica è, in ogni sua parte, un monumento vivente. Scoprite quanto sia piacevole passeggiare lungo le stradine strette del centro, attraversando la sua isola pedonale, le sue piazze ed ammirando le sue innumerevoli chiese, concedersi poi una pausa rilassante in uno dei tanti deliziosi caffè e continuare il tour curiosando a facendo shopping nei numerosi negozi che incontrerete lungo la strada.

San Leo

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Città d’arte, uno dei borghi più suggestivi e belli d’Italia. Da sempre capitale storica del Montefeltro (antico nome di San Leo fino al XII secolo), luogo di passaggio di San Francesco e Dante. Dai suoi quasi 600 metri d’altezza, la rocca medioevale di San Leo, monumento principe della città, domina la vallata del Marecchia e un panorama di boschi, picchi rocciosi e calanchi che si spinge fino al mare. Più sotto, il piccolo borgo è raccolto e compatto, ancora lastricato in pietra e pervaso di una rilassante atmosfera. Le colline sono punteggiate di piccoli abitati, di luci che si accendono col buio, di stradine animate da chi è in fuga dalla movida della Riviera. Siamo nel Montefeltro marchigiano, ma c’è già aria di Romagna.

Tra gli interssi presenti nell’antico borgo, vi troviamo: